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I NOSTRI “NATALI”

  • Immagine del redattore: Daniela Giuffrida
    Daniela Giuffrida
  • 31 dic 2017
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 19 giu 2024

Di Daniela Giuffrida


Questo blog, pur non essendo testata giornalistica, si è sempre occupato della diffusione di notizie di cronaca, oggi – per una volta – si proporrà come semplice “blog” per raccontare cos’è il Natale in Sicilia: meglio non avrebbe potuto farlo se non attraverso il seguente brano “trovato” sul Web. Non conosciamo l’autore ma a lui/lei va il nostro grazie per aver descritto perfettamente i “Natali” della mia gente.

Da me e da tutti i componenti dello staff che lavorano nell’ombra di questo blog, permettendogli di restare attivo, i più sentiti auguri per un proficuo e sereno 2018: possa il nuovo anno regalare a tutti Voi, ciò che desiderate e molto di più.


(Dal Web)

“Come glielo spieghi ad uno del Nord che da noi il Natale non è il 25 Dicembre ma è quel periodo che va dal 7 Dicembre al 6 Gennaio?

Che i pranzi durano dalle 5/6 ore senza contare panettone-pandoro-cannoli-dolcini e frutta secca per “toglierti il sapore”?

Ecco come è strutturata la giornata festiva della famiglia Siciliana tipo.

Sveglia all’alba per “sistemare” la casa e apparecchiare il tavolo (sì da noi il tavolo si apparecchia all’alba).

Mobili spostati, pareti abbattute, divani spariti che Extreme Makeover Home Edition si pò annari a ammucciari (può andare a nascondersi) visto che le mamme in un’ora fanno di meglio!

Una volta creato il vuoto cosmico, dal nulla appaiono tavoli, tavolinetti e sedie che, secondo me, ci sarà un portale per un universo parallelo nello sgabuzzino: non c’è altra spiegazione….

Si apparecchia per un pranzetto intimo in famiglia: 36 cristiani + 12 picciriddi e 4 neonati.

Servizio e tovagliato “buono” perché “me soggira l’avi a vidiri chi me matri u corredu mu fici”(mia suocera lo deve vedere che mia madre il corredo me lo fece!).

Una volta che il tavolo è “addobbato” si passa alla fase CUCINATA. Alle 7,00 del mattino di un giorno festivo puoi sentire già in giro ciauru di sucu, sasizza e frittura (odore di sugo, salsiccia e fritture)

Il menù prevede:

ANTIPASTI: tartine con tonno e maionese, salmone e maionese, prosciutto e maionese, “caviale” e maionese, maionese e maionese; salumi di tutti i tipi, olive “accomegghiè”(come capita), sottaceti e sottolio (di palma possibilmente) e insalata di riso, russa e di mare in cui trovi di tutto tranne che l’insalata.

PRIMO: Lasagne, ovvero 8 strati di pasta tenuti insieme da 7 litri di “besciamella” che -“Zia ma sono intollerante al lattosio” -“Bonuuuu tutti moderni siti ommai, mancia che è fatta in casa e male nun ti ni fa”.

SECONDO: sasizza con le patate. Variante vegetariana: polpettone con i pisellini e le carotine.

Il tutto naturalmente servito in porzioni enormi. E per finire “un poco di nsalata c’avi a iessiri pi cu a voli (una scodella da circa due chili!!) …e poi “serve per bruciare i grassi…”. E’ fondamentale in Sicilia che l’ospite non debba presentarsi a mani vuote: vino, liquori, mezza pasticceria e, se la nonna è ancora viva, una stella di Natale per lei.


Il pranzo/merenda/cena si consuma nel frastuono più totale che “scusa passami la coca cola ” te lo dico via megafono o su “uozzap”.

Una volta che ci si “inchi a panza” (ehm… saziati) le donne sbarazzano in 6 minuti e 45 sec. che Mary Poppins gliela può solo sciusciare!

Quando è tutto bello “ricittato” ci si mette in posizione per la TOMBOLA, terrore per i ragazzi e  divertimento psichedelico per bambini e anziani.

Le frasi tipiche che si possono udire durante questo gioco sono:

-“AMBO”  dopo il primo numero estratto.

-“Ma IL 25, 56, 72, 49, 36 sono usciti?” (dopo neanche 2 minuti!).

-“Ma luvastu i numera di me cattelli? non na misu mancu unu…”(ma avete tolto i numeri dalle mie cartelle?Non ne ho messo manco uno!)

-“Aspè mi sono cadute tutte le lenticchie, ripeti tutti i numeri…”

-“1 IL PIU’ PICCINO, 77 COSCE DELLE DONNE, 23 CULO, 33 GLI ANNI DI CRISTO, 11 CURNUTU…”

-“DAI ASPETTO IL 40 DA UN’ORA” …… “41… TOMBOLA!!!

Intermezzo per dolci, caffè e ammazzacaffè (un’altra ora e mezza)

Verso le 20,00 va in scena il “che facciamo mettiamo a tavola quello che è rimasto?” “Nooooo io non mangio mi siedo solo per farvi compagnia”… e poi si manciunu puru i pieri di tavulini… ( e poi mangiano anche i piedi dei tavolini)!!!!!!!

Si termina con la spartizione del cibo rimasto in contenitori della Tappeware e ognunu a sò casa (a casa sua).

Come glielo spieghi ad uno del Nord che tutto questo fa parte del nostro bagaglio culturale che dobbiamo tutelare? 

Perché nonostante i “pensieri”, le disgrazie e le “mancanze” che ci sono in tutte le famiglie, ci basta del cibo e lo stare insieme e tutto passa, almeno per un giorno, almeno per un pranzo!!!”

*foto: Gio’ Coco e dal Web

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