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PRINCIPESSE IN ATTESA DI UN PRINCIPE? NO, GRAZIE!

  • Immagine del redattore: Daniela Giuffrida
    Daniela Giuffrida
  • 1 giu 2017
  • Tempo di lettura: 2 min

di Chiara Macina

per Zoomma.News.

A vestire i panni di una principessa ci abbiamo provato un po’ tutte, magari fingendo di abitare in un castello incantato, trascorrendo il tempo a farci belle per l’arrivo di un valoroso condottiero.

Principesse in attesa del bacio? No grazie.

C’erano una volta le principesse, per lo più ritratte in abito svolazzante e lungo dai colori pastello, con vaporose chiome al vento, modi gentili, espressione in eterno bilico tra sognante, svenevole ed interdetta; sempre sul punto di venire meno, essere rapite o salvate, perennemente in balia degli eventi: eternamente in attesa dell’intervento salvifico del principe azzurro, di un bacio che risvegli oppure di un cavaliere che uccida il drago.

Le principesse c’erano e non ci sono più, oggi ci sono le donne.

Mamme trafelate e di corsa, che sperimentano quotidianamente la sensazione di avere in testa una sorta di torre di controllo aereo tanti

sono gli impegni della giornata, che si destreggiano tra i propri progetti lavorativi, le incombenze e gli impegni extrascolastici dei figli. Donne spesso sull’orlo di una crisi di nervi, che si dividono tra una riunione di lavoro e un compleanno in sala giochi, ma lo fanno con disinvoltura, facendo tutto il possibile, consapevoli che è condividendo con i figli il senso che si è dato alla propria vita e non delegandolo loro, che si è veramente felici.

Donne meravigliose, spesso in pantaloni e scarpe basse per correre più veloci, ma che non rinunciano certo alla loro femminilità, con vestiti dai colori decisi e, perché no, a volte con accessori punk, bracciali con borchie e anfibi ai piedi, fanciulle ben organizzate che sanno cosa vogliono e non hanno paura di chiederlo, che stilano liste kilometriche perché hanno capito che l’arma vincente per essere mamma, donna, lavoratrice, compagna e altro risiede nell’organizzazione del proprio tempo. Donne che al posto della bacchetta magica usano l’iPhone, ben radicate e con senso pratico, ma sensibili, che si commuovono per ogni progresso e sorriso del proprio bambino ma non aspettano più che l’aiuto cada dall’alto o, ancora peggio, dal principe azzurro.

A sottolineare senza mezzi termini l’acquisto di consapevolezza della donna della proprie capacità ci pensa un libro: “La fine del maschio e l’ascesa delle donne”, della giornalista e scrittrice americana Hanna Rosin. Questa la tesi sostenuta dalla Rosin: “in questo preciso momento storico, le donne non stanno più tentando di accorciare le distanze dagli uomini, perché li hanno già definitivamente superati, e anche di un bel po’.”

Il principe che fa? Lava la calzamaglia forse, non molto altro.

Una bellissima tesi, foriera di grande verità.

L’universo femminile è più flessibile maggiormente in grado di reinventarsi, con una versatilità superiore a quella dell’uomo, in grado di trasformare la crisi in un’opportunità con creatività, trovando soluzioni coraggiose e alternative, arrivando a superare il cosiddetto“sesso forte”, termine quanto mai anacronistico, non solo nella famiglia, nell’amore e nel matrimonio, ma anche nel lavoro e nella carriera, con profonde conseguenze sulle dinamiche di potere. Forte di dati alla mano supportati da statistiche, interviste, ricerche, la Rosin rivela che la rivoluzione femminista è già arrivata al traguardo. E’ finita l’era del sesso dominante: principesse armatevi!.

(foto dal web)

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