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“SAGGISTA PER CASO” – INCONTRO CON L’AUTORE

Aggiornamento: 19 giu


Di Daniela Giuffrida

Alcuni mi chiamano giornalista…ma non lo sono” l’incontro con Davide Amerio per parlare del suo libro Saggista per Caso”.


Lui si ritiene un blogger, un redattore indipendente, sebbene diriga da anni un sito di informazione importante come il TGVallesusa (Team Giornalistico Indipendente), faccia parte della redazione di “Articolotre.info” e collabori con diversi siti, quali “Scenarieconomici.it”, e il giornale “Sovranita Popolare”.

Di sè racconta: «faccio, disfo, rifaccio, studio e scrivo perché sono convinto che una goccia alla volta, si possa cambiare questo paese». Indubbiamente consapevole di quanto possa essere impegnativo un proposito simile, resta comunque convinto che “cambiare sia possibile” ma solo se alla base del nostro ragionare ci sia una buona informazione ed una buona dose di onestà intellettuale.

Lo abbiamo incontrato per discorrere della sua opera prima.

“Saggista per caso” è una raccolta di tuoi scritti pubblicati dal 2013 ma ancora attuali per le tematiche trattate.

Si tratta di un saggio in cui considerazioni e riflessioni, interviste e analisi approfondite, cercano di dare un po’ di “onesta informazione” su qualche argomento meno conosciuto, come certe questioni politiche ed economiche sulle quali sarebbe bene riflettere.

Questioni politiche come quelle riguardanti il Movimento 5Stelle?

Quello del Movimento 5Stelle è un argomento che mi sta molto a cuore, avendone in qualche modo fatto parte. Le mie sono riflessioni sul mondo pentastellato, così come io l’ho vissuto, sia nella prima parte, diciamo positiva, sia nella parte diventata poi negativa.

Cioè fino al momento di crisi, quel momento di assoluta rinuncia a tutta una serie di valori che avevano permesso loro di fare incetta di voti. Io ho sempre segnalato una serie di problemi che, puntualmente, poi si sono verificati, e quindi ho fatto, mio malgrado, da Cassandra.

Non mi sembra però che di quei problemi che avevi segnalato loro, qualcuno si sia sognato di verificare.

Infatti, niente è stato verificato, niente risolto. Quindi, quello che inizialmente sembrava un movimento anti-sistema è diventato un partito di sistema. Che poi cerchino di salvare un po’ la faccia sol perché sono un po’ meno peggio degli altri… non era questo l’obiettivo iniziale.

Il libro si apre con un lungo capitolo sul TAV

Sì, il primo capitolo riguarda il TAV. Ho voluto aprire questa parte con una serie di informazioni che sono parte di una lunga intervista, molto interessante, fatta con Luca Giunti, scienziato e tecnico della Comunità Montana. Con lui abbiamo fatto una disamina di quello che è stato l’ultimo documento della Corte dei Conti della Unione Europea che ha certificato, nuovamente, come i dati previsionali del progetto Tav siano “sballati”: i costi sono decisamente più alti del previsto, le previsioni del traffico su rotaia (per la tratta Torino-Lione) sono state ampiamente sovrastimate; quindi tutte le analisi costi-benefici, tranne quelle fatte ovviamente dall’azienda che gestisce gli appalti, dicono che il progetto non sta in piedi; che questi soldi andrebbero impiegati in altra maniera.

Hai trattato anche di economia

C’è una parte dedicata ad interviste che, secondo me, hanno un certo valore anche storico su argomenti che comunque hanno segnato una parte della nostra storia.

Nel 2013-2014 parlavo dell’Euro e di tutti i problemi che sono derivati dall’adozione di questa moneta; come fosse male impostato già il cambio, e di conseguenza l’uso che se ne è fatto: problemi che ancora oggi viviamo sulla nostra pelle. Non di meno le regole dell’Unione Europea, sotto il profilo economico, si sono rivelate un vero disastro. Le politiche di “Austerità espansiva” di tipo neoliberista hanno messo in croce i paesi dell’area del Mediterraneo.

Altri articoli spaziano anche in ambito scientifico.

Ho maturato un certo interesse nella neurologia applicata all’economia. Ci sono nuove discipline (come la Neuroeconomia e Neuromarketing) che offrono spunti interessanti di riflessione su come agiscono le persone quando compiono delle scelte.

Però ci sono molti altri articoli di politica.

Certo. Altri articoli fanno riferimento alla qualità della politica italiana nel corso del tempo.  Si parla della politica di Renzi, degli scioperi organizzati dai Forconi, delle problematiche del mondo LGBT, e di come la politica italiana mantenga sempre un basso profilo. Tante considerazioni dell’Italia che resta, un paese rovesciato e che continua ad avere gravi complicità tra le mafie e certa imprenditoria politica.

Come giudichi la situazione attuale?

Negli ultimi 30 anni la situazione del paese non sembra cambiata, né migliorata: una serie di “nani da giardino” vengono spacciati per dei giganti, dei novelli Winston Churchill. Il libro ricorda certi avvenimenti che sarebbe utile ricordare per avere una idea più chiara della realtà. Mi ha fatto piacere che alcune persone, dopo averlo letto, mi hanno confessato di aver scoperto delle cose di cui non erano a conoscenza. Penso che questo sia lo scopo dello scrivere, per chi desidera fare informazione, e del leggere per i lettori.

Quindi hai dei dubbi sulla qualità dell’informazione in Italia?

Ritengo il lettore (cittadino) debba essere rispettato. Quando impiega il suo tempo per leggere un libro, un articolo, o guarda uno spettacolo televisivo (di informazione), dovrebbe trarne un beneficio. Purtroppo oggi riceviamo una moltitudine di informazioni, specialmente dai canali televisivi, ma di scarsa qualità. Già ne parlava, con cognizione di causa, Marco Travaglio, anni addietro, quando pubblicò il libro “La scomparsa dei fatti”. Purtroppo molta informazione soddisfa più il piacere narcisistico di chi occupa i salotti televisivi, che non la necessità di avere un pubblico informato tramite un dibattito serio e completo.

Da cosa nasce questa anomalia?

Possiamo riferirci al libro di un grande giornalista: Giorgio Bocca. Negli anni ‘80 pubblicò “Il Padrone in Redazione”, con il quale cercava di spiegare (in particolare all’allora direttore Eugenio Scalfari) che se metti un padrone a capo di un giornale, avrai sempre un Padrone a cui rispondere. Ma non solo! Il Padrone ha come finalità il profitto: quindi la notizia diventa merce, e non è più un bene pubblico per accrescere la conoscenza del cittadino.

Ne abbiamo avuto un tragico esempio con la Pandemia. Una gara spasmodica per cercare di avere il vantaggio della notizia esclusiva, indipendentemente dalla validità dell’informazione stessa. Così abbiamo avuto pessima informazione (troppo sovente dettata da un pensiero unico), confusione, panico tra la gente, protagonismo di virologi trasformati in superstar televisive.

Quindi, secondo te, la notizia perde di valore?

Certamente! La gara si basa non sulla qualità, ma sul primato dell’effetto mediatico per attrarre più pubblicità. Il cittadino va in confusione: pensa di essere informato, mentre in realtà è fagocitato da notizie pilotate. Il sistema perde di credibilità, e poi lo stesso sistema accusa i social, di cui si serve, di essere portatori di Fake News.

Ma le Fake sono in primo luogo prodotte all’interno di una narrazione che soggiace alle regole imprenditoriali e alle necessità politiche degli amici “degli amici”. In questo modo tutti accusano gli altri di essere dei mentitori, e di non essere qualificati per parlare. La Politica svela la propria insignificanza, la Democrazia Liberale viene svuotata dal suo interno. Non è più possibile esternare, serenamente, dubbi sulla narrazione ufficiale: pena la messa all’indice, al bando, e al pubblico ludibrio. La Pandemia ha rappresentato il momento forse più basso della Democrazia italiana nell’ultimo trentennio.

Progetti per il futuro?

Penso “Saggista per Caso” potrebbe diventare una collana di approfondimento su diverse tematiche. Mi piacerebbe contribuire ad accrescere la consapevolezza civile, e democratica, delle persone. Abbiamo bisogno di recuperare fiducia in noi stessi, e di modificare profondamente il sistema politico. Diversamente siamo su una pericolosa china che ci porterà a essere perenni sudditi di un sistema malato.

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